Metodo canonico

Analisi strutturale: gerarchizzare le variabili prima degli scenari

Cosa bisogna stabilire

Un’analisi utile mantiene visibili i propri controlli.

  1. 01

    Delimitare il sistema, il suo orizzonte e il suo perimetro, ed elencare variabili definite, documentate e senza doppioni.

  2. 02

    Valutare ogni cella con una sola domanda: la variabile della riga influenza direttamente quella della colonna?

  3. 03

    Verificare che la graduatoria tenga quando si cambiano i punteggi contestati.

RISULTATO OTTENUTO

Un elenco breve e motivato di variabili motrici e di collegamento, trasmesso all’analisi morfologica.

Riferimento decisionale

Rendere più esplicita la prossima scelta.

DECISIONE SUPPORTATA

Quali variabili governano davvero il sistema studiato, prima di costruire gli scenari?

DELIVERABLE DA CONSERVARE

Un elenco breve e motivato di variabili motrici e di collegamento, trasmesso all’analisi morfologica.

PROSSIMO ELEMENTO DA ESAMINARE

Analisi morfologicaApprofondire →

Porre una sola domanda a ogni cella

La qualità dell’analisi dipende dalla disciplina della domanda posta. Per ogni coppia si chiede se la variabile della riga influenzi direttamente quella della colonna, e con quale intensità: nulla, debole, media o forte, valutata da 0 a 3. Due parole contano. Direttamente esclude le influenze che passano per una terza variabile, poiché il calcolo delle influenze indirette le ritroverà più avanti; includerle qui equivarrebbe a contarle due volte. Influenza non è correlazione né causalità dimostrata: è un giudizio e si scrive come tale, con la sua motivazione e il suo grado di fiducia. L’elenco delle variabili decide il resto: due variabili che si sovrappongono gonfiano artificialmente la loro motricità comune, una variabile troppo ampia assorbe le altre, una variabile assente non ricomparirà mai. Ciascuna riceve quindi una definizione breve, un perimetro e una fonte. La diagonale resta vuota: una variabile non influenza se stessa.

  • Influenza diretta
  • Punteggio da 0 a 3
  • Motivazione e fiducia
  • Definizioni senza sovrapposizione

Leggere la mappa senza farne un verdetto

La somma di una riga dà la motricità della variabile, cioè ciò che essa mette in movimento; la somma di una colonna dà la sua dipendenza, cioè ciò che la mette in movimento. Collocate su una mappa, con la dipendenza in ascissa e la motricità in ordinata, le variabili si distribuiscono in quattro zone: motrici, poco dipendenti e molto influenti; di collegamento, insieme influenti e influenzate, dunque instabili; dipendenti, che subiscono; autonome, poco legate al resto. Le soglie che separano queste zone sono una convenzione, di regola la media dei punteggi della matrice: spostarle sposta i confini, e una variabile vicina a una soglia può cambiare zona senza che nulla sia cambiato nel sistema. La mappa serve dunque a discutere, non a decidere. Una variabile non viene accolta né scartata per la sola posizione: lo è per un argomento, e l’esclusione di una variabile motrice si motiva per iscritto. Le variabili di collegamento meritano attenzione particolare: sono esse a propagare gli urti.

  • Motricità e dipendenza
  • Quattro zone
  • Soglia convenzionale
  • Esclusione motivata

Ciò che rivelano le influenze indirette

Una variabile può sembrare marginale e pesare molto di rimbalzo: influenza una variabile che ne influenza molte altre. Questi percorsi si ritrovano moltiplicando la matrice per se stessa, due volte, tre volte, e osservando poi la graduatoria ottenuta a ogni potenza. In pratica la graduatoria si stabilizza presto; ci si ferma quando non cambia più da una potenza alla successiva. Ciò che conta non è la graduatoria finale, ma il suo scarto rispetto a quella diretta: una variabile che guadagna vari posti agisce soprattutto attraverso i suoi collegamenti, e sarebbe imprudente trattarla come secondaria; una variabile che ne perde deve il rango apparente a un’influenza senza seguito. Questa prova completa quella della stabilità: si modificano i punteggi più discussi e si verifica che l’elenco scelto non cambi. Se cambia, l’elenco non è maturo, ed è la discussione che va ripresa, non il calcolo.

  • Percorsi indiretti
  • Arresto alla stabilità
  • Scarto di rango
  • Prova dei punteggi contestati

ASSET DECISIONALE

Matrice delle influenze dirette

Ogni coppia di variabili riceve un punteggio di influenza diretta, poi le somme per riga e per colonna collocano la variabile nel piano.

Variabili

Input
Definizione e fonte
Controllo
Doppione o sovrapposizione?
Output
Elenco chiuso

Punteggio

Input
Influenza da 0 a 3
Controllo
Influenza diretta?
Output
Matrice completata

Somme

Input
Righe e colonne
Controllo
Motrice o dipendente?
Output
Posizione nel piano

Indiretto

Input
Potenze della matrice
Controllo
Il rango cambia?
Output
Scarto di rango
Decisione consentita

Scegliere le variabili che sosterranno gli scenari.

Salvaguardia

Nessuna variabile è mantenuta solo per la sua posizione. Ogni esclusione è motivata per iscritto.

Risorse

Riutilizzare il metodo e verificarne le fondamenta.

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